Le misure sono importanti per la bicicletta

biomeccanica

Quando si parla di biomeccanica applicata al ciclismo è fondamentale il lavoro dei tecnici specializzati che si impegnano a individuare le caratteristiche atletiche, antropometriche, fisiche e posturali di ciascun soggetto.

Solo in questo modo è infatti possibile oggettivare i dati e avere una base scientifica per quanto riguarda il set up della bicicletta. Non trascurare questo approccio significa garantire all’atleta il maggior comfort possibile.

Spesso, purtroppo, i professionisti che si occupano di biomeccanica applicata al ciclismo si trovano davanti a mezzi non tarati opportunamente. Nella maggior parte dei casi questo succede perché non è stata dedicata un’attenzione sufficiente all’altezza della sella, all’arretramento e ai dislivelli, a causa soprattutto di un approccio manuale e di misurazioni effettuate con strumenti come metro e filo a piombo.

Riportare i dati di assetto senza strumentazioni specifiche e con il solo aiuto di una banco dima è praticamente impossibile. Se poi si pensa di lavorare senza avere sottomano i dati fisici dell’atleta l’insuccesso è praticamente certo.

Quali sono i dati da rilevare nel corso di un assetto biomeccanico corretto? Il più importante è l’altezza della sella, che deve essere sempre misurata dallo stesso punto. Da considerare è anche l’arretramento della sella, che viene misurato considerando la distanza tra la punta e la linea del movimento centrale.

Tra i parametri fondamentali dal punto di vista biomeccanico ci sono anche il dislivello sella-manubrio e la distanza sella-comandi. Per un allenamento davvero efficace è infine essenziale annotare i dati relativi al tipo di manubrio, specificando geometria e dimensione, alla lunghezza della pedivella e al tipo di sella.

 

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